La Squadra di Berlusconi e quelli di sinistra


E’ da quindici anni che giochiamo su un campo di calcio. Erroneamente, ricordiamo il 1994 come la data della “discesa in campo” di Silvio Berlusconi, ma ci hanno mentito. Non è stato lui a scendere in campo: lui già c’era, gli serviva solo un’altra squadra contro la quale giocare. Noi.
Da quindici anni a questa parte, la linea di metà campo divide l’Italia in due squadre: i berlusconiani e i non berlusconiani, i comunisti, “quelli di sinistra”. E nel derby ininterrotto della politica dopo Berlusconi, comunista e sinistra sono parole completamente desemantizzate. Sono diventate delle parole vuote, senza significato, ma con accezione negativa affibiabile a chiunque: dire che “il capo dello Stato e la Consulta sono di sinistra”, non indica più un’appartenenza politica, ma è una frase pronunciata e percepita dal popolo dei berluscones come un insulto. Idem per i giornalisti, i maestri, i registi, gli studenti, i magistrati, i comici ecc.
Abbandonato il significato originale, la parola “sinistra” ha perso anche tutti i termini di paragone grazie ai quali poteva chiarire il suo scopo: senza la Democrazia Cristiana, senza i radicali, senza i repubblicani o i monarchici, senza i fascisti, che senso aveva dire che uno è “di sinistra”?
Tutte le vie di mezzo sono state cancellate: o sei con Berlusconi, o sei di sinistra.
Ecco un estratto di una conversazione in radio tra Fabio Volo e un ascoltatore che gli aveva appena dato del comunista.

Togliendoci il significato di “sinistra”, di “comunista”, e usandoli a mo’ di insulto, Berlusconi ha tolto a tutti noi la libertà di essere noi stessi e basta, la libertà di pensarla come ci pare e di non essere per forza parte di uno schieramento. Ci ha presi tutti e ci ha divisi a suo piacimento tra la sua Squadra e quella degli altri, dei comunisti, dei farabutti, dei fannulloni…
Era il 19 aprile del 1994 e Berlusconi festeggiava assieme ai suoi giocatori il terzo scudetto consecutivo del suo Milan.
“L’Italia sarà come il Milan”, ha detto il presidente. E così come lui ha voluto, è stato.

Si ringraziano micky78 e flickr per la foto

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