La manifestazione è bella perché è varia


Ottimisticamente, avevamo deciso di raggiungere piazza del Popolo col motorino, nel consueto slalom tra gli automobilisti romani incazzati cronici. Ma il 3 ottobre, per le strade di Roma, gli incazzati non erano solo seduti in macchina: ce n’erano in moto, motorino, metropolitana, autobus da tutta Italia, schiacciati all’inverosimile in una piazza del Popolo scelta preventivamente dalla FNSI per la manifestazione. “Metti che facciamo un flop clamoroso – avranno pensato – piazza del Popolo la riempiamo subito”.
Contro ogni aspettativa, credo, non solo la piazza era stracolma di gente, ma anche le limitrofe via di Ripetta, via del Corso, il piazzale antistante alla metropolitana, lo sbocco del Muro Torto…un fiume di gente ininterrotto.
Dal palco Vianello dava le cifre: 300.000 secondo gli organizzatori, 60.000 per la questura, che da anni ha problemi con la matematica e la fisica del dissenso.
Non so quantificare quanti saremmo stati, ma sicuramente in piazza c’era di tutto: ragazzi reduci dal corteo dei precari della scuola, coppie della sinistra freak-chic romana, elegantemente casual e sorridenti, plotoni di anziane agguerritissime nel raggiungere inizialmente il sottopalco; rendendosi poi conto della mission impossible, hanno ripiegato sulle ringhiere a metà piazza, da raggiungere senza lesinare nelle gomitate nei fianchi accompagnate dalle giustificazioni “spòstate che so’ piccola e nun ce vedo” e “daje che me fanno male ee gambe”. Universitari accompagnati dai genitori, turisti incazzati (temo non per la qualità della stampa in Italia), ciclisti rimasti imbottigliati nella fiumana, cinofili estremi che non hanno risparmiato al loro cane la presenza all’evento, bambini in spalla ai genitori, una coppia aveva addirittura programmato il battesimo del figlio nella chiesa a ridosso degli archi di piazza del Popolo, tempistica decisamente poco azzeccata per il traffico di passeggini ed invitati in mise elegante.
Sopra le nostre teste, bandiere del PD, IdV, comunisti di vario genere e stampo, cartelli contro Silvio Berlusconi e contro il PD, bandiere de “l’Unità” con slogan di Gramsci “Odio gli indifferenti”, lo striscione de “I farabutti di Raitre”, gruppi arci, bandiere della CGIL.
Se il popolo manifestante era largamente politicizzato, sul palco gli interventi sono stati invece molto apartitici, tutti i leader relegati o dietro le quinte o davanti al palco, evitata, per la gioia di molti, qualsiasi passerella propagandistica.
Senza i soliti arringatori di folla da palcosenico (Andrea Rivera, in contestazione con l’organizzazione della manifestazione, si prenderà il palco solo verso le 8 di sera), gli interventi sono stati molto misurati: sotto il palco, tutti incazzati; sopra il palco, tutti molto attenti a non far degenerare un dissenso sacrosanto nella solita bagarre di piazza.
Dalla nostra postazione, abbastanza lontana dai megafoni, siamo riusciti solo a sentire pochi degli interventi previsti: Saviano sicuramente il più acclamato dalla folla, coi suoi soliti toni miti ma efficaci, in un discorso diretto alla testa più che alla pancia, come lo stesso Neri Marcorè e la sua lettura de “La democrazia americana” di Toqueville, alla faccia di chi denuncia l’imbarbarimento della satira.
Memorabile l’annuncio dal palco di Simone Cristicchi: “C’è una Escort bionda targata Bari da spostare davanti a palazzo Grazioli”.
E’ da registrare un certo dissenso nella folla per l’assenza di interventi trascinanti, stile curva sud: “Ma uno che s’arza a dire un paio de bestemmie nun ce sta?”, si vociferava attorno a me. Nella fauna variopinta del 3 ottobre, purtroppo, c’è stato anche questo, ma in definitiva il bilancio complessivo è sicuramente positivo, almeno per due motivi:
Primo, come ha scritto Luca Telese per il Fatto Quotidiano, era da molto tempo che tutto il popolo dell’opposizione non si riuniva in una manifestazione unitaria: dai comunisti marxisti leninisti ai sostenitori de “l’Avvenire”, eravamo tutti là a sudare, applaudire ed indignarci assieme. E’ un segnale forte che deve farci riflettere sulla vastità dei malumori che aleggiano in Italia, a dispetto dei sondaggi degli esperti berlusconiani.
Secondo, anche solo per la scandalosa diretta del Tg4 di Emilio Fede che, mi dicono, ha cercato di minare e minimizzare tutta la manifestazione, per l’editoriale di Minzolini al Tg1 che, in sostanza, dava a noi tutti dei patetici visionari, ammassarsi in 300.000 a piazza del Popolo è stato giusto e doveroso.
Volevamo dimostrare che non ci arrendiamo, che nonostante tutto ci siamo. E nonostante tutto, per una volta, ci siamo stati davvero.

si ringraziano Lo spacciatore di lenti e Flickr per la bellissima foto.

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