La brutalità delle prime impressioni


Bacia sua figlia di otto anni e finisce in carcere con l’accusa di pedofilia. Nella brutta storia dell’imprenditore di Guidonia, sposato con una brasiliana di Fortaleza, che in vacanza con la famiglia in Brasile si è visto arrestare grazie ad una coppia di arzilli ex impiegati statali di Brasilia, c’è tutta la superficialità e l’avventatezza del popolo giudice di oggi: che sia brasiliano o brianzolo, a conti fatti, fa poca differenza.
La denuncia dei due ultrasettantenni, indignati dai comportamenti secondo loro ambigui dell’italiano nei confronti della figlioletta, che ha negato qualsiasi tipo di atteggiamento sconveniente da parte del padre, ha sbattuto l’imprenditore sulle prime pagine dei giornali e sui tg nazionali, con tanto di video ed interviste ai presenti.
Lo conoscevano tutti allo stabilimento di Fortaleza, località dove da 12 anni si recava ogni estate a passare le vacanze con la famiglia, e tutti lo hanno difeso e scagionato.
Qui in Italia, come una meteora, è apparsa la notizia del malinteso e nulla più.
Assodato che il tutto si esaurirà in un grave abbaglio da parte delle autorità brasiliane, è lecito ragionare sulla fama che noi italiani ci siamo costruiti negli anni.
Non è difficile immaginare le frotte di bavosi ed impomatati signorotti delle nostre province regalarsi di tanto in tanto una bella scampagnata sesso-gastronomica nelle spiagge bianche dello stato di Ceara, uno dei più poveri del Brasile. Immaginarseli sprofondare nelle poltrone della businness class, martini in mano ed occhi sul culo della hostess, a discorrere che là, in Brasile, il confine tra bambina e donna è sfumato dai morsi della fame e che, in fondo, sono un po’ dei benefattori a portare denaro in questo posto baciato dal Signore ma troppo presto dimenticato.
E per lo sventurato imprenditore di Guidonia, stavolta, è stato troppo tardi per fare una buona prima impressione.
“Vengono qui a fare i loro porci comodi” avranno pensato i due anziani impiegati di Brasilia prima di chiamare la polizia. “Vengono qui a molestare le nostre donne e le nostre bambine”; fossero stati due pensionati in un bar di Monza, li avremmo visti sentenziare al telegiornale come contorno al servizio sul rumeno o albanese di turno. Da Fortaleza alla Brianza, le prime impressioni sono diventate letali.

Aggiornamento dell’11 settembre: Alla fine l’hanno liberato.

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1 Commento

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Una risposta a “La brutalità delle prime impressioni

  1. ringrazio Dio di non avere una figlia (quanto a mio figlio, il massimo del contatto fisico era darsi il cinque quando Ginobili metteva una bomba da tre): c’è in giro una psicosi assurda per cui anche una carezza fa gridare “al lupo, al lupo!”

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