Cina: un solo pugno chiuso


Alla mensa della Beijing Waiguoyu Daxue, pochi metri sopra la testa della fiumana di studenti curvi su ciotole di spaghetti in brodo o riso bianco variamente assortito, sono appesi una serie di schermi televisivi che trasmettono, ad ore pasti cinesi (pranzo dalle 11 a mezzogiorno e mezza, cena dall 5 fino alle 7 e mezza) il Campus Channel, rigorosamente in cinese: solitamente il pranzo era allietato dalle 10 migliori azioni a campo aperto dell’NBA, da una monografia con foto di repertorio di Beppe Signori alla scuola calcio, programmi musicali coreani e rari sprazzi di telegiornali internazionali, ma dal 13 Maggio, un giorno dopo il cataclisma nel Sichuan, il palinsesto è cambiato.

Seguendo lo stile nostrano, e con nostrano intendo occidentale, di portare la tragedia dal luogo dell’avvenimento al luogo del compimento, vengono trasmesse a rotazione una serie di immagini agghiaccianti di distruzione, mani che spuntano dalle macerie, urla e pianti alternate dal presidente  Hu Jintao alla testa di un gruppo di militari intento a dare direttive di soccorso, oppure col premier Wen Jiabao in mezzo ai sopravvissuti, tra strette di mano e sorrisi.

Già, perché se la tragedia si è consumata nel Sichuan, che con i suoi 90 milioni di abitanti è una delle regioni più povere della repubblica popolare, il canale CCTV, nelle veci del Governo Cinese, la sta portando a compimento nelle case di ogni cinese possessore di apparecchio televisivo; le decine di migliaia di morti diventano così lo sfondo per esaltare l’unità del popolo cinese, personificato nell’imponente mobilitazione militare organizzata a tempo di record per aiutare i terremotati.

Hanno appena trasmesso un’intervista di una donna poliziotto che, trattenendo a stento le lacrime, diceva di aver perso tutta la famiglia compresa sua figlia di due anni, ma che imperterrita stava continuando a scavare tra le macerie perché “anche chi sta ancora là sotto è parte della mia famiglia”, ovvero il popolo: questa scena, così lontana dalla Cina pudica dove le emozioni, positive o negative che esse siano, vengono mascherate con misurata compostezza, è la manifestazione del cambiamento in corso.

Il dolore non è più privato ed intimo, ma viene collettivizzato per educare la popolazione e calcificarne il senso di appartenenza: ogni cinese commosso davanti allo schermo, da Pechino a Shanghai, dalle gelide regioni del nord alle tropicali del sud, sente in cuor suo di far parte di un unico grande popolo, protetto e seguito dal Partito Comunista, unito di fronte alla tragedia del Sichuan come nella gioia delle Olimpiadi; non esistono più separatisti Xingjianesi o Tibetani (ironia della sorte, etnia di maggioranza proprio nel Sichuan devastato dal terremoto), non esistono più minoranze e diversità economiche o sociali. Esistono un miliardo e trecento milioni di persone che unite sono più forti della povertà, più forti dei separatismi, più forti dei boicottaggi e più forti dei cataclismi: davanti ad un sentimento come questo, giusto o sbagliato che sia, possiamo solo esserne spettatori ammirati, proprio come davanti ad una calamità naturale.

Annunci

2 commenti

Archiviato in Cineserie

2 risposte a “Cina: un solo pugno chiuso

  1. Il modello occidentale funziona sempre. Unire il popolo? Attendiamo un disastro naturale, e se non c’è tempo, creiamoci un nemico che stia sulle scatole a tutti, da nord a sud, da est ad ovest. Grandissima l’immagine della poliziotta Dio-patria-famiglia! E’ proprio come il nostro modello, probabilmente però la loro tv usa delle cuciture peggiori.
    Comunque è chiaro che anche dio ha voluto avvisare i tibetani che è ora che la smettano con questa storia dei boicottaggi e che hanno ben altro a cui pensare che ai giochi…

  2. Somehow i missed the point. Probably lost in translation 🙂 Anyway … nice blog to visit.

    cheers, Lacunary.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...